QUELLO CHE È SUCCESSO A GENOVA, NON RIMANE A GENOVA

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Pubblichiamo l’articolo scritto a 8 mani dai ragazzi della Rainbow e pubblicato su The AEGEEans – The AEGEE Official Magazine sull’alluvione del 9 Ottobre 2014 avvenuta a Genova.

Sono le 10 di sera del 9 Ottobre. Ha piovuto sin dal primo mattino, ma durante la notte la pioggia è diventata sempre più forte. Il municipio non ha dato nessun allarme, così che i genovesi non sono così preoccupati. Un evento AEGEE era previsto per questa notte, Thursday Night Fever, ma i membri del Board hanno deciso saggiamente di annullarlo.

Uno sguardo alla strada: non c’è nessuno, solo poche auto sotto un terribile temporale. Nella memoria degli abitanti ci sono ancora le immagini dell’alluvione del Novembre 2011, quanto fango e pioggia devastarono i quartieri di Marassi, Quezzi, Borgo Incrociati, Foce e San fruttuoso, così come le stupende Cinque Terre. Genova è una città costruita sui fiumi: Bisagno, Sturla, Fereggiano, Chiaravagna e Polcevera. Questi sono particolarmente pericolosi, ma ci sono altri torrenti che incutono timore ovunque in Liguria.

1Alle 11 le strade sono buie: non c’è elettricità e il pericolo può essere avvertito dal fiume Fereggiano. In soli 10 minuti a quantità d’acqua nelle strade diventa preoccupante. L’acqua diventa marrone nel giro di pochi secondi: è fango ora. La Protezione Civile annuncia una terribile notizia: i fiumi Bisagno, Fereggiano e Sturla sono esondati. È successo di nuovo. La pioggia si è placata ora, ma ormai è troppo tardi.

Borgo Incrociati, la Stazione di Brignole, Corso Torino e Via XX Settembre sono nuovamente sott’acqua, così come lo erano 3 anni fa. Questa volta una persona è morta: stava aspettando il bus nel momento in cui il Fereggiano è esondato. Non ha avuto scampo.

È notte ed è buio ovunque. Non possiamo fare nulla adesso, dobbiamo aspettare fino al mattino.

Niente lavoro, niente università, niente scuola. Il 10 Ottobre la Protezione Civile da l’allarme: “Non uscite, altre pioggie violente stanno arrivando!” Ma non è possibile aspettare: i canali di scolo sono intasati dal fango e se altre esondazioni stanno davvero arrivando sarà un completo disastro (fortunatamente la seconda alluvione non arriverà mai). Le strade sono piene di tantissimi giovani che spalano il fango sotto la pioggia. Li chiamano Angeli del Fango, e dal momento in cui si sono svegliati hanno continuato a lavorare per le vittime delle inondazioni.

Sono stati loro i ragazzi, l’hanno visto tutti. Gli applausi, a sentire i commercianti ed esercenti alluvionati, vanno a loro, i ragazzi. «Non ci meritate», dice uno di loro.

Sembrava che Genova avesse perso i suoi giovani. Risucchiati in un buco nero dal brontolio della più “vecchia” città d’Italia. Dimenticati o autosegregati nelle loro camere da letto, di fronte allo schermo di uno smartphone, sui giornali solo per gli eccessi della vita notturna.

Tuttavia, l’alba dopo il diluvio sono ritornati in strada. Non per protestare questa volta, ma per spalare, lavare, pulire e aggiustare. Le loro mani, anche nude, nel fango e non sulle tastiere ad indignarsi sui social network. Loro non hanno aspettato la fine dell’allerta, che già era arrivata troppo tardi. Non hanno chiesto il permesso. Si sono ripresi al città.

Ora la città è pulita, ma il lavoro non è ancora finito. Dobbiamo prendere questa tragedia come un’opportunità per aumentare la consapevolezza dell’importanza della sostenibilità e della cura del nostro territorio, non solo di Genova, o d’Italia, ma dell’Europa intera. Dato che siamo AEGEEans possiamo farlo.

6Quello che è successo a Genova, per la seconda volta in tre anni, provoca indignazione e rabbia. In Italia ci sentiamo indignati almeno una volta al giorno per quello che sta succedendo nella nostra penisola.

In AEGEE siamo sempre stati incoraggiati dall’intero Network a prendere parte al livello Europeo, ma quando si verificano cose come questa siamo spinti a chiederci: qual è l’obiettivo? Come puoi pensare allo Strategic Plan quando casa tua è ricoperta di fango e l’unica cosa che puoi fare è spalarlo?

Ci sono territori in Italia che sono quasi inabitabili, ma la gente che li abita fa del suo meglio per resistere: questi sono luoghi dove vi è un’alta percentuale di cancro causata da discariche di rifiuti tossici; territori dove il percorso dei fiumi è ostruito dal cemento provocando esondazioni alla minima pioggia; territori in cui costruire la propria casa significa vederla inevitabilmente distrutta da un terremoto, etc…

Con questo non vogliamo concentrarci solo sul livello nazionale tralasciando il continente, ma questi sono territori dove si trovano le nostre Antennae e non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia. La domanda scottante è: può AEGEE dare voce ai problemi locali? Possono le questioni di livello Europeo essere vicine a quelle locali?

Forse non sono solo le antenne italiane che vivono questi problemi. Non si tratta solo di solidarietà o di donazioni in denaro, si tratta di avere un peso politico a livello Europeo e trarne vantaggio a livello locale.

Certamente, la solidarietà e le donazioni sono importanti, perché con esse si affrontano queste tragedie nell’immediato.

Quello che è successo a Genova, non rimane a Genova. Non possiamo continuare ad ignorare l’emergenza delle inondazioni e tutti gli altri disastri naturali che hanno colpito l’Europa in questi anni. In altre parole vorremmo che AEGEE fosse più attivo da questo punto di vista, introducendo un nuovo progetto europeo finalizzato ad informare e discutere la maniera in cui ogni Paese dovrebbe prevenire e reagire a questo tipo di emergenze. Perché quest’idea è così importante per noi? Perché, da un lato, stiamo parlando di un problema in corso; dall’altra parte vogliamo sostenere tutte quelle persone che hanno perso tutto a causa delle catastrofi naturali e chi è arrabbiato perché il proprio paese ignora i loro bisogni e non sta facendo abbastanza per loro.

Quando Genova è stata colpita dalle inondazioni, molti membri della Rainbow volevano andare li come volontari, non sarebbe stato facile perché AEGEE non è un associazione registrata alla Protezione Civile. E per molte altre ragioni non è stato possibile andare li… ma ci ha fatto pensare: cosa possiamo fare in casi simili?

Prima di tutto AEGEE dovrebbe registrarsi alla Protezione Civile o associazioni simili, questo non è un passo facile, anche perché ogni paese ha le proprie istituzioni e AEGEE non ha un livello nazionale. Di conseguenza si potrebbe decidere di registrare ogni Antenna all’associazione nazionale equivalente alla Protezione Civile o registrare AEGEE Europe a ogni equivalente nazionale della Protezione Civile. Essere volontario in questi casi di emergenza è interessante ed utile, ma non è sufficiente.

La seconda fase prevede la diffusione di informazioni circa la catastrofe per rendere le persone più consapevoli di cosa stia accadendo. Questo potrebbe essere fatto facilmente attraverso i media, ma anche attraverso conferenze o eventi nazionali, in cui si possono presentare non solo le informazioni utili in merito alla situazione, ma anche creare un dibattito circa la prevenzione e la responsabilità sociale.

1512858_679113965530186_332227270472925992_nIl terzo passaggio potrebbe essere chiamato “aiuto a distanza”, consiste semplicemente in un apporto ai bisogni umani di base e alla trasmissione di un IBAN per trasferire denaro ad associazioni che possono direttamente aiutare le persone colpite dell’area.

Questa in sintesi è la nostra modesta ma seria proposta. Sicuramente va migliorata, ma possiamo lavorare insieme su questo progetto per farlo avverare.

Sappiamo che è impossibile fermare un terremoto, ma siamo AEGEEans, perseguiamo un’idea di Europa unita e senza frontiere. Allora cerchiamo davvero di essere uniti nel momento del bisogno.

Ricordiamo che AEGEE Genova ha creato una campagna chiamata #ForzaGenova con lo scopo di raccogliere fondi per le vittime dell’alluvione. Doneremo i proventi dei nostri eventi locali di questi mesi e della vendita di merchandise (abbiamo delle fantastiche magliette a 9€).

Se anche tu vuoi dare una mano per questa campagna devi solo donare qui!

Bonifico SEPA
Intestatario: Benedetta Sirianni
IBAN: IT 16 S 07601 05138 225240425244
Causale: (donatore) RaccoltaFondi AlluvioneGenova2014

Ricarica PostePay
Intestatario: Benedetta Sirianni
Numero carta: 5333 1710 0139 8219

Se ogni Antenna donasse la cifra simbolica di 10€ si raggiungerebbe il grandissimo traguardo di 2000€. Genova ne sarebbe molto grata!

Savino Delfino – AEGEE Genova
Lisa Gregis – AEGEE Bergamo
Larisa Smajlagic – AEGEE Verona
Angie Zandona – AEGEE Verona

Here we have the article written by the Rainbow members published on The AEGEEan – The AEGEE’s Official Magazine, speaking about the flooding that happened in Genova on 9th October 2014.

It’s ten o’clock on October 9th. It’s been raining since the early morning, but during the night the rain became stronger. The council didn’t raise the alarm, so the Genoan citizens were not that worried. An AEGEE event was planned for this night: Thursday Night Fever, but the board members decided wisely to cancel it.

Looking at the streets, nobody was there; just a few cars battling through a terrible rainstorm. In the memory of the inhabitants there is still the image of the flood of November 2011, when the mud and the rain wasted the neighborhood of Marassi, Quezzi, Borgo Incrociati, Foce and San Fruttuoso, as well as the wonderful Cinque Terre. Genova is a city built on rivers: Bisagno, Sturla, Fereggiano, Chiaravagna, Polcevera. Those are particularly dangerous but also other torrents are threatening everywhere in Liguria.

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At eleven the streets are dark: no electricity and danger can be sensed from the river Fereggiano. In ten minutes the amount of water on the streets becomes worrisome. The water becomes brown in a few seconds: it’s mud. The authorities announce bad news: the rivers Bisagno, Fereggiano and Sturla have flooded. It’s happened again. The rain is weaker now, but it’s too late.

Brignole station, Corso Torino and Via XX Settembre are under water again just as they were three years ago. This time, one person died: he was waiting for the bus right at the moment when the river Bisagno flooded. He had no chance.

It’s night and darkness is everywhere. We can’t do anything now, we have to wait until morning.

No work, no university, no school. On October 10th the authorities raise the alarm: “don’t go out, more rainstorms are coming!”. But it’s not possible to wait: the drains are obstructed by mud and if more floods come it will be a complete disaster (luckily the announced second flood never arrived). The streets are full of countless young people shoveling mud in the rain. They call them “Angeli del fango” (mud angels), and from the moment they wake up they start working for the flood victims.

Everybody in the country looked on. The flood victims, traders and merchants, cheer the boys on. One of them said “You do not deserve us”.

It seemed Genova had lost his young. Sucked into a black hole from the grumbling of the “oldest city” in Italy. Forgotten or self-segregated in their bedrooms, in front of the screen of a smartphone. Only the “excesses” of their nightlife displayed in the media.

Instead, the dawn after the flood brought them back onto the streets. Not to complain this time, but to shovel, wash, clean, straighten. The hands, also naked, in mud and not on their keyboards to be indignant on social networks. They did not wait until the end of the allerta, which had already begun too late. They did not ask for permission. They took the city.

Now the city is clean, but the work is not finished yet. We have to take this tragedy as an opportunity to raise the awareness of the importance of sustainability and the care for our land, not only in Genova, or in Italy, but in the whole Europe. As we are AEGEEans we can do it.

6What happened in Genova, for the second time in three years, causes indignation and rage. In Italy we feel indignation and rage at least once a day for what’s happening in this peninsula.

In AEGEE we’re always encouraged by the whole network to take part on the European level, but when things like this occur we are pushed to wonder: what’s the point? How can you think about the Strategic Plan when your house is covered in mud and the only thing you can do is to shovel it?

There are territories in Italy which are almost uninhabitable, but people and youngsters are trying their best to live there: these are places in which there is a high percentage of cancer caused by a toxic garbage dump; territories with rivers whose path is obstructed by cement causing them to flood when it rains; in which building your own house will inevitably mean you will see it disintegrated by a earthquake, etc.

This is not about focusing on just a nation and not the continent, this is about living in an environment where an AEGEE antenna is located and without keeping your head in the sand. The burning question is: can AEGEE-Europe give voice to local problems? Can issues on the European level get closer to the local level?

Maybe it is not only the italian- speaking antennae who live with the same problems. It’s not about solidarity or money donations, it’s about having the political weight at the European level and taking advantage of it on a local level.

Of course, solidarity and financial donation is important too. They deal with these tragedies in the immediate aftermath.

What happened in Genova, DOES NOT stay in Genova. We cannot keep on ignoring the flooding emergency and all the other natural disasters which hit Europe this year. In other words we want AEGEE to be more active from this point of view by introducing a new European project aimed to inform and discuss the way in which each country should prevent and react to these kinds of emergency. Why is this idea so important to us? Because, on the one hand, we are talking about an ongoing problem; on the other hand we want to support all those people who lost everything because of natural disasters and who are even angrier because their own country ignores their needs and isn’t doing enough for them.

When Genova was hit by the floods many Rainbow members, wanted to go there as volunteers but it was not easy because AEGEE is not an association registered to Protezione Civile (the Italian association that acts in similar cases). For many other reasons it was impossible to go there… but it made us think: what can we do in similar cases?

First of all, AEGEE should register to the Protezione Civile or an similar association; it is not an easy step because each country has its own institution and AEGEE functions does not have a national level. Consequently we could decide to register each local antenna to its national association or to register AEGEE Europe to every national equivalent of the Protezione Civile. Being a volunteer in emergency cases is both interesting and useful but it is not enough.

The second step involves each local spreading information about the catastrophe to make people aware of what is happening. It can easily be done through social media but also by organising conferences or international events in which people not only present information about the situation but also debate about prevention and social responsibility.

1512858_679113965530186_332227270472925992_nThe third step could be called “long distance help”; it consists simply in the provision of basic human needs and the transmission of an IBAN code to transfer money to associations that could directly help people of the affected areas.

This is in brief our modest but serious proposal. It could be improved but we can work together on this project to make it happen.

We know that it is impossible to stop an earthquake, but we are AEGEEans, we pursue a united and borderless Europe. Then let’s be really united in the time of need.

We remember that AEGEE Genova created a campaign called #ForzaGenova to collect money for Genova flood victims. They are donating all this month’s income from local events and merchandise. They have a very fashion t-shirt for only 9€.

If you want to be part of this campaign just donate to this bank account:

Bonifico SEPA
Intestatario: Benedetta Sirianni
IBAN: IT 16 S 07601 05138 225240425244
Causale: (donatore) RaccoltaFondi AlluvioneGenova2014

If each antenna will donate a symbolic amount of 10 euro we can easily reach the goal of 2000 euro. Genova will be very grateful.

Savino Delfino – AEGEE Genova
Lisa Gregis – AEGEE Bergamo
Larisa Smajlagic – AEGEE Verona
Angie Zandona – AEGEE Verona