Regional Week End @Cinque Terre

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E’nt’ a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi

emigranti du rìe cu ‘i cioi ‘nt’ i euggi

finché u matin crescià du puéilu rechéugge

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frè di ganeuffeni e dè figge

bacan d’ a corda marsa d’aegua e de sä

che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na creuza de mä

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E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli

emigranti della risata con i chiodi negli occhi

finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere

fratello dei garofani e delle ragazze

padrone della corda marcia d’acqua e di sale

che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare

Creuza de mä – Fabrizio De André

Così cantava De André sulle celebri “creuza de mä”, antiche mulattiere che – incespicando tra le scogliere e gli aspri arbusti della Liguria – si arrampicavano per le colline terrazzate dell’entroterra o si gettavano, tra mille colori, nel verdeblu del mare.

Ed è per ritrovare questi antichi paesaggi, ansiosi di scoprire e riscoprire un po’ di quei profumi e quei colori che tanto caratterizzano la regione, che AEGEE-Genova organizza un week end all’insegna della bellezza naturale, dei monti impervi e del mare, ma anche del divertimento in perfetto AEGEE Spirit. Meta prediletta è il complesso delle Çinque Taere, i cinque borghi inseriti dall’UNESCO nei patrimoni dell’umanità nel 1997.

La partecipazione è fin da subito entusiasta e vede l’incontro di membri di antenne diverse, alcuni dei quali pronti a macinare molti chilometri tra treni, autostrade e mezzi alternativi.

Il punto di ritrovo diventa per i più Monterosso al Mare, la “Terra” più occidentale, famosa per la sua torre difensiva (Torre Aurora) e per il “Gigante”, ossia la statua di Nettuno alta 14 metri.

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L’attesa dei più ritardatari è un buon momento per andare alla avanscoperta della spiaggia antistante la stazione ferroviaria, la più grande di tutto il complesso. L’incontro tra nuove e vecchie conoscenze è all’insegna di scherzi e battute, soprattutto riguardanti il “momento sportivo” che bisognerà affrontare da lì a poco. Infatti, la tappa successiva è Vernazza da dove – dopo un giro nel caratteristico porticciolo dai colori pastello – ci si sarebbe inerpicati su per un sentiero di due chilometri a strapiombo sul mare; il cammino è lungo, almeno quaranta minuti tra scalini costruiti nella roccia e salite impervie nella folta vegetazione… tuttavia, alla fine giungiamo eroicamente alla meta, in tempo record nonostante i pit-stop per le foto e la stanchezza.

Il santuario di Nostra Signora del Reggio ci accoglie col suo vasto giardino e subito parte la corsa alle stanze o alle docce, mentre gli organizzatori si preparano all’organizzazione della cena prima e del postcena poi.

« Da qui i vigneti illuminati dall’occhio benefico del sole e dilettissimi a Bacco

si affacciano su Monte Rosso e sui gioghi di Corniglia,

ovunque celebrati per il dolce vino »

Africa – Francesco Petrarca

Tanti scrittori della letteratura hanno omaggiato nel corso della storia il famoso vino delle Cinque Terre e noi decidiamo di non essere da meno! Così, tra classici della canzone italiana alla chitarra e giochi alcolici, la serata passa in allegria fino a quando non ricordiamo che la mattina successiva ci spetta una lunga discesa e una gita nelle Terre mancanti. Dopo un’impegnativa colazione a base di biscotti caserecci e numerose macchinette di caffè, la discesa dal monte si dimostra più difficoltosa del previsto; tuttavia riusciamo comunque a prendere il primo treno diretto a Riomaggiore, la più meridionale tra le Cinque Terre. L’escursione del borgo ci ha permesso di scoprire nuovi e particolari scorci della costa, come la scala scavata nella roccia che ci ha portato fino al punto più alto del borgo, con la possibilità di ammirare uno dei panorami più mozzafiato del week end. Dopo un buon numero di foto al limite del pericolo, la compagnia si sposta a Manarola dove i sentieri ci accompagnano fino alla celebre chiesa di San Lorenzo, all’ombra della caratteristica collina terrazzata. Successivamente, dopo aver saggiato l’acqua gelida ma trasparente delle acque con un tuffo dal piccolo molo, giriamo il centro storico alla ricerca di cibo, fino a provare la tipica focaccia ligure o i cosiddetti “cartocci di pesce fritto”, tradizione delle città portuali.

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La nuova scalata verso il santuario si svolge con maggiore velocità, segno che ormai siamo pronti agli sport più estremi. Il pre-serata trascorre nuovamente tra canzoni, giochi, percorsi a ostacoli e soprattutto… White party! Tutti i partecipanti indossano maglie bianche e pennarelli indelebili, muovendosi come delle vere e proprie lavagne mobili, pronti a farsi scrivere addosso qualsiasi cosa venga in mente! Tra poeti improvvisati e frasi di dubbio gusto, la serata passa all’insegna del puro divertimento. E così giungiamo all’ultimo giorno, quello in cui siamo obbligati a lasciare il santuario e, a malincuore, a spostarci con i bagagli in previsione della partenza. L’ultima tappa è nuovamente Monterosso, dove decidiamo di passare le ultime ore insieme in spiaggia, sotto il forte sole estivo. È ormai tempo di salutarci, tuttavia c’è chi riesce a fare un ultimo bagno, chi ne approfitta per le ultime foto al centro storico o chi va alla ricerca di cibo.

L’attesa del treno per Genova si trasforma in un vero concerto all’aperto, in cui le parole di De André ancora una volta risuonano nell’aria con le canzoni che i liguri tanto amano.

Il week end è finito, ma quei pochi giorni hanno sicuramente lasciato il segno con i toni pastello delle abitazioni sbilenche, il profumo di salsedine, i suoni delle onde che si infrangono sugli scogli e con le nuove conoscenze che, ancora una volta, dimostrano come i legami siano più forti delle distanze. In perfetto AEGEE spirit!


E’nt’ a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi

emigranti du rìe cu ‘i cioi ‘nt’ i euggi

finché u matin crescià du puéilu rechéugge

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frè di ganeuffeni e dè figge

bacan d’ a corda marsa d’aegua e de sä

che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na creuza de mä

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And in the boat of wine we will sail on the reef

emigrants of laugher with nails in the eyes

‘till the morning will grow so to be harvested

brother of carnation and girls

lord of the rope, rotten by water and salt

that tie and bring us to a “creuza de mä”.

Creuza de mä – Fabrizio De André

De André may sing this way, strolling on the renowned “Creuza de ma”, the old mule tracks that – stumbling among the cliffs and the harsh shrubs of our land, Liguria – crawled up the terraced hills of the highland or dove, with thousands of shades, in the blue-greened sea.

In order to find again these old landscapes, AEGEE-Genova, moved by the excitement to discover and rediscover a bit of those scents and colours that characterize so deeply our region, decides to organize a week end dedicated to the natural beauty both of the impervious mounts and the sea, perfectly matched with the entertainment and plunged in a great AEGEE-Spirit.

Our dearest destination is “Cinque terre” an enclosure of 5 villages, named UNESCO heritage since 1997. From the very beginning our participants were eager for taking part in the event, where many antennae met in spite of the amount of km swept by train, on highways or….very alternative means of transport! The meeting point chosen was, most of all, Monterosso al Mare, the most facing west among the “Lands”, renowned due to its defensive tower “Torre Aurora” and its Giant, namely the marble figuring Neptune, 14 mt high.

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We decided to take advantage to some delayers to reconnoiter the beach in front of the station, the largest one of the entire complex. The meeting between oldies and newbies took place in an incredibly joyful atmosphere, made up of jokes and gags concerning the “sporty moment” that was going to come.

Effectively, the following leg was Vernazza from which, after a tour around the typical pastel-coloured small port, we would have clambered up a 2 km long path, sheer from the sea. Our way is long, at least 40 minutes spent between steps carved in the rock and impracticable rises, surrounded by the lush greenery.

In the end, the Church of “Nostra Signora del Reggio” houses us, with its big garden and immediately the run towards the rooms or the showers begins, while the organizers start to prepare the dinner and the after-dinner programme.

« Da qui i vigneti illuminati dall’occhio benefico del sole e dilettissimi a Bacco

si affacciano su Monte Rosso e sui gioghi di Corniglia,

ovunque celebrati per il dolce vino »

Africa – Francesco Petrarca

Across the centuries, many literates honoured the well known wine produced in “Cinque terre” and we decide to be hardly less so! So, after classic Italian songs played by guitar and alcohol-plays, the night cheerfully flies… as soon as we realize that the following day we would have to face with a long slope and the journey in the missing Lands. After a demanding breakfast, based on home-made biscuits and many coffee makers, the slope seems to be harder than expected… nevertheless, we reach to take the first train to Riomaggiore, the most southern among Cinque Terre.

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The hike along the burg allowed us to discover new and characteristic glimpses of the coastline, like a stairway hollowed out in the rock, that conduced us to the burg highest point and gave us the chance to cherish one of the most breathtaking landscape ever. After taking many risky photos, the fellowship moves to Manarola, where the trails guide it to the renowned S. Lorenzo church, laying in the shade of the typical terraced hill. Then, after a dive from the deck in order to spled out the icy – but crystalline – water of the sea, we wandered around the old town centre looking for some food till we find the typical focaccia or the so-called “paper corned of fried fish”, a tradition belonging to harbor towns.

The new climbing towards the Church is faster proof that we are ready to the most extreme sports! The pre-night gets by between songs, plays, obstacle courses and… the White Party! Every participant, having a white t-shirt and a permanent marker, moves like a blackboard, ready to get whatever kind of writing that might be imagined! The night was awesome, between extemporary poets and a bit distasteful phrases.

The last day comes. We had to leave the church and unwillingly to move with our luggages, waiting for the departure. Once again, our last leg is Monterosso, where we decide to spend our last hours under the hot sun. It is time to say good-bye but nevertheless there is who dive into the crystal clear sea, who goes around the old town centre in order to take the last snapshots or the hungry ones that go looking for something good to eat.

Our wait for the train becomes a real open-air concert, where De André’s words, through his beloved songs, ring out in the air. Our week-end reaches the end, but these few days surely left their mark on ourselves with the lopsided pastel-coloured houses, the scent of saltiness, the sound of the waves smashing against the cliffs… and new friendships that, once again, prove that bonds are stronger than distance. Perfectly matching the AEGEE-Spirit!